Speleologia nelle trincee militari

un’esplorazione diversa, “dentro” la storia

L’attività speleologica negli ultimi anni ha visto i propri orizzonti non più direzionati esclusivamente verso il mondo delle grotte e alle esplorazioni ad esse dedicate, bensì anche attraverso nuovi ed interessanti orientamenti, poiché in casi sempre più frequenti viene richiesto l’intervento degli specialisti del sottosuolo per affrontare situazioni che, pur essendo di diversa natura, richiamano in qualche modo caratteristiche e peculiarità tipiche della speleologia.

Ed ecco come gli speleologi, attraverso la loro esperienza e le loro capacità, siano stati chiamati ancora una volta a prestare la propria opera, mettendo in atto conoscenze tecniche assolutamente importanti se non indispensabili, ma certamente usuali nelle operazioni di ricerca, esplorazione e studio dei sistemi sotterranei costituiti dalle grotte.

Attraverso una lunga serie di contatti iniziata nel 2003 e destinata al coinvolgimento del Gruppo Speleologico Prealpino di Clivio (VA), nella pianificazione di un vasto progetto atto al recupero di un’importante area montana, teatro di aspri combattimenti nel corso della 1° Guerra Mondiale e caratterizzata dalla presenza di numerose installazioni militari sotterranee risalente al quel periodo, si è pertanto giunti a questa singolare quanto nobile forma di collaborazione.

Gli accordi preliminari intercorsi tra Guglielmo Ronaghi, Presidente del G.S. Prealpino e Lindo Unfer, Responsabile del progetto per la realizzazione del Museo all’Aperto dedicato alla Grande Guerra del monte Freikofel, nel territorio di Timau (UD), si sono subito concretizzati attraverso una serie di incontri e sopralluoghi, destinati alla stesura di un piano di intervento adeguato ed efficace; nonostante la notevole distanza di oltre 500 chilometri, nella primavera 2003 si è subito proceduto ad effettuare una serie di escursioni in vetta, per sopralluoghi conoscitivi dell’area e rilevamenti fotografici allo scopo di poter organizzare al meglio quello che si dimostrerà in seguito un lungo e complesso intervento.

Il contributo del Gruppo Speleologico Prealpino in questo progetto

L’opera prestata dal G.S. Prealpino per la realizzazione di questo grande progetto si è rivelata decisiva. Il lungo e sistematico lavoro condotto dagli speleologi ha permesso ai responsabili del Progetto di raccogliere preziosi ed esclusivi dati cartografici. Ecco come si è articolato nel corso di questi anni il lavoro del G.S.P.

Nel mese di agosto del 2003 venne effettuata la prima spedizione, organizzata e diretta da Guglielmo Ronaghi con la collaborazione di un team di esperti appartenenti alla propria Associazione e alla sezione CAI di Carnago (VA). Una settimana sul monte Freikofel, ovvero in un luogo davvero suggestivo e particolare, raggiunto dopo un paio d’ore di duro cammino, trasportando pesanti zaini con tutto l’occorrente, dalle attrezzature tecniche agli effetti personali. Sul Freikofel, infatti, non esistono comodità di sorta, si alloggia in baracche ricostruite fedelmente così come apparivano durante la guerra, dormendo sugli antichi tavolacci in legno utilizzati dai soldati per quei brevi e disturbati momenti di sonno; gli speleologi però, si sa, non si spaventano di fronte a simili “scomodità”, per cui le condizioni si è dovuta affrontare la “villeggiatura” vennero da tutti accettate serenamente e di buon grado. Un periodo dedicato all’esplorazione dei sistemi sotterranei costituiti da antiche trincee con gallerie, sale, magazzini, ricoveri, postazioni e bocche di fuoco dove venne combattuto aspramente e dove, in alcuni casi, i bombardamenti causarono crolli e occlusioni dei passaggi, ragione per cui l’intervento degli speleologi si è dimostrato ancora una volta valido ed efficace.

L’area sommitale del monte Freikofel offre a chiunque la raggiunga l’opportunità di una vista panoramica a 360° davvero spettacolare, essendo inoltre sul confine italo-austriaco ragione per cui, normalmente, ci si trovava ad operare ora in Italia ed ora in Austria, soprattutto per il fatto che la linea difensiva italiana venne realizzata, in alcuni punti, a pochissimi passi di distanza da quella nemica.

La prima spedizione dell’agosto 2003 ha visto concentrare gli sforzi degli speleologi nella mappatura sistematica della complessa linea difensiva di vetta, effettuando misurazioni topografiche, sia nelle postazioni sotterranee che in quelle di superficie.

Per quanto riguarda le installazioni ipogee, gli esperti hanno rilevato, tra l’altro, un sistema che si sviluppa a più livelli e dotato di vari sbocchi e che in origine era destinato a trasferire uomini ed armamenti attraverso il cuore della montagna, essendo in tal modo protetti dai bombardamenti e vantando nel contempo la possibilità di raggiungere le zone esterne strategiche, sfruttando così l’effetto “sorpresa”.

Il risultato di un simile lavoro specialistico è stato quindi pubblicato, con la realizzazione di un volume con dettagli, schemi, disegni e rappresentazioni inserite nella cartografia generale che testimonia con precisione e professionalità la presenza del complesso di installazioni militari di vetta. Un’opera ampiamente apprezzata e lodata dai responsabili del progetto per il Museo all’Aperto del monte Freikofel, la quale ha segnato il primo di una serie di importanti passi avanti nello studio generale dell’area.

In effetti, dopo questa prima esperienza, gli speleologi del G.S. Prealpino sono stati nuovamente chiamati a collaborare lassù, poiché la vastità dell’area e delle antiche installazioni militari richiedono anni di lavoro. Ogni estate, nel mese di agosto, una squadra di esperti del G.S.P. si reca lassù per proseguire l’opera iniziata nel 2003, procedendo sistematicamente alla ricerca di postazioni nascoste o sepolte sotto la copertura superficiale e realizzando ogni volta un ennesimo studio, un ulteriore pubblicazione tecnica destinata a rappresentare un valido ed esclusivo documento per la rivalutazione de quella particolare area.

Nel luglio del 2005 l’inaugurazione ufficiale del Museo all’Aperto dedicato alla Grande Guerra; una cerimonia suggestiva e toccante, con la presenza di centinaia di persone, tutti insieme lassù, in cima al Freikofel. La S. Messa celebrata dal vescovo di Udine, i ringraziamenti delle Autorità intervenute, la presenza di una troupe della RAI giunta appositamente in elicottero per riprendere le fasi salienti della manifestazione, il taglio del nastro all’ingresso della principale postazione sotterranea e non ultimi i riconoscimenti per l’opera svolta dal G.S.Prealpino.

Ed è proprio al sodalizio di Clivio che, nell’estate del 2007, durante una solenne cerimonia, le Autorità locali consegnano ufficialmente nelle mani del Presidente Ronaghi, una targa commemorativa per onorare la fondazione del Museo all’Aperto e con essa l’opera esclusiva ed indispensabile prestata dagli speleologi; un motivo di orgoglio e di vanto per tutti coloro i quali si sono recati lassù offrendo la propria opera per una nobile causa.