NUOVA SCOPERTA SPELEOLOGICA IN VALCERESIO: IL “POZZO LAZZARO”

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Si tratta dell’ultima interessante scoperta effettuata dal Gruppo Speleologico Prealpino nel corso del 2018, una grotta profonda 45 metri che si apre sul versante est del monte Orsa, nell’area dove sono ubicate le cave di Saltrio. Una vera e propria voragine, un salto verticale tra i più profondi scoperti finora in Valceresio, con l’ingresso nascosto da uno spesso strato di roccia simile ad una lastra sepolcrale che per millenni ha celato l’abisso, e da cui deriva anche la scelta del nome. La scoperta della grotta, avventura alcune settimane fa durante una ricerca esterna per il reperimento di nuove cavità naturali, ha richiesto varie ore di lavoro per rendere transitabile il tratto iniziale, e alla fine è stato possibile effettuare la discesa su corda della verticale, molto ampia e spettacolare. Appena varcata la soglia, agli esploratori sono subito apparse le morfologie riconducibili all’azione costante e incisiva delle acque di percolazione, le quali da millenni penetrano nel sottosuolo attraverso le fratturazioni del terreno, erodendo le rocce carbonatiche, tipiche di queste zone, e creando all’interno della montagna quei vuoti che comunemente chiamiamo “grotte”. 

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L’azione dell’acqua è testimoniata soprattutto dalle morfologie che gli esperti individuano ed interpretano durante le loro discese sotterranee, e difatti all’interno del Pozzo Lazzaro sono ben evidenti, sulle pareti e soprattutto nella zona di fondo, i segni dello scavo da scorrimento di antichi torrenti, i quali nel corso dei millenni hanno modellato gran parte della cavità. In effetti questa grotta risulta ancora oggi “attiva”, ovvero in grado di trasferire grandi quantità di acqua in profondità, e questo accade soprattutto nei periodi di intense piogge, quando al suo interno si convogliano ruscelli che formano cascate abbondanti le quali, dopo aver attraversato la grotta, vengono drenate verso zone più profonde della montagna.

Dopo un lungo e sconosciuto percorso sotterraneo, queste acque riaffiorano infine nella fascia delle risorgenze, dove vengono captate per soddisfare il fabbisogno delle comunità locali.

 

 

 

Le ricerche che da tempo il Gruppo Speleologico Prealpino sta conducendo in quest’area, già in passato si sono rivelate fruttuose, come testimoniato dagli altri tre pozzi scoperti ed esplorati, ed è convinzione degli esperti che la geologia di quei posti favorisca in particolare la formazione di cavità ad andamento pressochè verticale; per tale ragione gli speleologi sono particolarmente ottimisti e certi che, da qualche parte, esistano altri pozzi inesplorati, magari ancor più profondi.

L’esplorazione del Pozzo Lazzaro, condotta da Andrea Triggiani, Barbara Giuliani Guglielmo Ronaghi e Stefano Nadile, non è certo da considerarsi conclusa; alla base della verticale gli speleologi hanno già individuato la via che dovrebbe condurre verso zone più profonde. Occorrono interventi di allargamento dei passaggi per scendere ulteriormente nelle viscere del Monte Orsa, operazioni che verranno pianificate e condotte già nelle prossime settimane. Se la fortuna li assisterà nuovamente, altri ambienti inesplorati potranno finalmente essere percorsi ed illuminati per la prima volta.

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