RECORD DI VISITE AL RIFUGIO ANTIAEREI DEI GIARDINI ESTENSI

manifesto apertura rifugio

 

Riscuotono un successo sempre crescente le giornate dedicate alle visite guidate del rifugio antiaerei dei Giardini Estensi, iniziative pianificate grazie alla fattiva collaborazione tra l’Amministrazione Comunale di Varese attraverso l’Assessorato all’Ambiente, Benessere e Sport e il Gruppo Speleologico Prealpino, i due promotori della rivalutazione di questo sito di interesse storico.

A dimostrazione del grande interesse mostrato per queste iniziative raccontiamo la giornata di domenica 13 ottobre 2019, nella quale si è svolta la manifestazione cittadina “agrivarese” e a cui è stata abbinata anche l’apertura del rifugio antiaerei.

 

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Sin dalla mattinata il Gruppo Speleologico Prealpino ha allestito, nei pressi dell’ingresso del bunker sotterraneo, un info-point per iscriversi e prendere parte ad uno dei numerosi gruppi in visita lungo il tragitto sotterraneo. A partire dal primo pomeriggio si è poi verificato un vero e proprio “assalto” da parte dei visitatori, i quali sono giunti come un fiume in piena soprattutto dai Giardini Estensi, dove erano allestite postazioni e stands riguardanti aziende agricole, venditori di prodotti biologici nonchè Associazioni ed Enti che si occupano di natura e tutela del territorio.

Per ore all’ingresso del rifugio antiaerei si è formato un lungo serpentone di persone in attesa di poter entrare, mettendo a dura prova le capacità degli speleologi impegnati nella gestione dell’evento. Tutti però sono stati accontentati senza troppo attendere, aggiudicandosi venti minuti di visita nel tunnel sotterraneo che, da via Lonati, sbuca in via Copelli nei pressi della piscina comunale, attraversando la collina dei Giardini per una lunghezza totale di 140 metri.

 

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Un plauso alle guide Daniele Negretto, Annamaria Raineri e Elena Castiglioni che si sono prodigate non poco per evitare il formarsi di una gran folla all’ingresso, accompagnando ogni 20 minuti gruppi composti da una cinquantina di persone per far visitare, osservare e fotografare i punti più interessanti e caratteristici del rifugio, raccontando loro la storia della sua realizzazione e le vicende umane che ne hanno caratterizzato l’utilizzo sotto i bombardamenti, tra momenti di sconforto e di speranza.

Presso il gazebo degli speleologi posizionato all’ingresso del bunker, la professionalità di Claudia Crema e Donatella Vergobbi hanno fatto davvero la differenza per riuscire a registrare tutti i visitatori, oltre 1600 persone a cui sono state fornite la brochure e indicazioni di massima riguardo la visita, organizzando e coordinando nel contempo i gruppi da affidare alle guide.

 

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Per rendere ancora più interessante e attraente l’iniziativa, gli esperti Andrea Degrassi e Gabriele Pagani hanno anche allestito una mostra fotografica e di reperti bellici risalenti alle due guerre mondiali con schegge e frammenti di bombe, filo spinato, gavette, baionette, elmetti ed altri residuati raccolti sui campi di battaglia, materiale che ha attirato ancor più l’attenzione, soprattutto degli appassionati e dei più piccoli.