UN MASTER UNIVERSITARIO A CURA DEGLI SPELEOLOGI

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Si tratta di un’iniziativa davvero interessante, nata dalla collaborazione tra il Gruppo Speleologico Prealpino e l’Università degli Studi di Pavia, nella persona della prof.ssa Simonetta Lambiase del Dipartimento di Entomologia Forense, il Master Post Universitario in Scienze Forensi tenutosi a Clivio da sabato 7 sino a mercoledì 11 maggio 2016, e che ha riguardato in particolare un ciclo formativo alle manovre su corda e procedure operative in ambienti estremi.
Lo scopo principale è stato quello di addestrare neo laureati, specializzandi in Entomologia Forense, insegnando loro le tecniche di progressione su corda e in grotta, poiché potranno essere richiesti dall’Autorità Giudiziaria per cooperare in sopralluoghi scientifici presso aree impervie e difficilmente raggiungibili senza l’ausilio di attrezzature speleo-alpinistiche. Sono operazioni che si aggiungono al già difficile compito dell’approccio biologico, analitico e interpretativo previsto in questi casi, come ad esempio a seguito del ritrovamento di un cadavere in un pozzo, in fondo ad una scarpata o in altro luogo normalmente inaccessibile, nell’ambito di indagini contestuali a eventi delittuosi.
Il corso, diretto dall’Istruttore Nazionale di Speleologia del CAI Guglielmo Ronaghi, si è svolto prevalentemente presso la palestra di roccia del Gruppo Speleologico Prealpino sul monte Useria a Brenno di Arcisate, per poi concludersi in una grotta del varesotto, ovvero un luogo particolarmente impervio e caratterizzato da un profondo pozzo, ideale per poter simulare un intervento tipo, proprio come quelli a cui in futuro saranno chiamati i partecipanti.
Gli iscritti al corso di manovre su corda e procedure operative in ambienti estremi sono stati una decina, provenienti da varie zone d’Italia. Hanno alloggiato presso la sede del G.S. Prealpino a Clivio, una struttura concessa dal Comune e in grado di ospitare sino ad una trentina di persone. Tra i partecipanti ci sono neo-laureati, ma anche vari appartenenti alle forze di polizia operanti presso uffici di indagini scientifiche, tutti accomunati dalla necessità di acquisire nuove conoscenze per svolgere al meglio il proprio lavoro. Le giornate trascorse in parete per l’apprendimento delle manovre su corda, sono state poi integrate da una serie di lezioni teoriche, svoltesi dal tardo pomeriggio, e che hanno coinvolto docenti esperti in materie tecniche e scientifiche, argomenti che hanno riguardato in particolare la pianificazione delle ricerche, la conoscenza dei protocolli operativi, le attrezzature e i materiali necessari, le procedure per il corretto approccio biologico e conseguente repertamento, rilievi fotografici e, necessariamente, anche alcune lezioni tenute da speleologi qualificati e dedicate alla conoscenza dei nodi, delle caratteristiche e limiti di sicurezza delle attrezzature speleo-alpinistiche, nonché la loro corretta manutenzione e conservazione.
Sono stati cinque giorni di grande impegno, sia da parte degli iscritti che dei docenti, durante i quali è stato raggiunto un buon livello di preparazione tecnica, condizione indispensabile per consentire loro di operare in sicurezza. Sarà anche per tale ragione che i frequentatori di questo corso saranno poi chiamati, a cadenza annuale, a frequentare un paio di giornate di palestra di roccia per garantire il mantenimento di un’adeguata preparazione tecnica individuale.
Nella giornata di mercoledì 11 maggio, prima del consueto pranzo di chiusura del corso, si è svolta anche la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione rilasciati dalla Scuola Nazionale di Speleologia del CAI, il tutto ufficializzato con la presenza del Sindaco di Clivio Ida Petrillo e del Curatore del Museo Insubrico di Clivio Gianluca Danini.

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