Cenni storici sulla speleologia in provincia di Varese

L’attività speleologica in provincia di Varese vanta una tradizione ormai secolare, poiché già dai primi del ‘900 vennero organizzate spedizioni allo scopo di esplorare alcune tra le cavità naturali che hanno fatto storia, come la grotta Marelli, la grotta Remeron e l’Abisso della Scondurava, tutte ubicate sul monte Campo dei Fiori.

Nel dopoguerra la ripresa delle ricerche ha quindi portato all’individuazione di molte altre grotte, anche se dagli anni ’70 in poi, con l’avvento di nuove tecniche, ovvero l’utilizzo delle corde e delle attrezzature specifiche per la progressione in sicurezza su di esse, l’evoluzione è stata rapida e con essa i risultati esplorativi; centinaia di grotte scoperte ed esplorate sulle principali aree carsiche del varesotto, ovvero il monte Campo dei Fiori, la Valceresio, la Valganna e la Valcuvia.

Numerosi i Gruppi speleologici operanti sul territorio di Varese, ognuno dei quali impegnato su queste aree.

L’attività del Gruppo Speleologico Prealpino, divisa tra il monte Campo dei Fiori e la Valceresio, permette ai suoi associati di perseguire con passione e competenza le fasi sistematiche che consentono di giungere all’esplorazione sotterranea, documentata scientificamente. Attraverso le fasi di ricerca esterna, nel corso della quale gli speleologi effettuano delle vere e proprie “battute” esterne, vengono individuati gli ipotetici ingressi di cavità naturali, molto spesso ostruiti dalla copertura detritica superficiale o di dimensioni millimetriche; a seguito di questa prima  fase, gli esperti si vedono quindi impegnati nella successiva fase di disostruzione, ovvero lo scavo e lo sbancamento delle fessure impercorribili, oltre le quali si ipotizza l’esistenza di un sistema sotterraneo percorribile. Se la fortuna e l’esperienza decidono di premiare gli accaniti cercatori di grotte, a quel punto si giunge alla fase più esaltante e di grandi soddisfazioni; percorrere nelle viscere della terra ambienti sino a quel momento inviolati, rimasti nascosti laggiù per millenni, senza nessun contatto con il mondo esterno.

In Valceresio, sui monti Monarco, Rho e Minisfreddo, il G.S.P. sta tuttora operando con lusinghieri risultati, poiché a tutt’oggi su queste montagne sono state individuate oltre 70 grotte, molte delle quali ancora in fase esplorativa.

Sono momenti fantastici, riservati a pochi fortunati e a coloro che sono dominati da una grande passione, l’unica vera energia che consente loro di non gettare mai la spugna anche nei momenti più sconfortanti. Questa è la speleologia, o per lo meno quella che differenzia i veri amanti dell’avventura e dei misteri che la natura ancora nasconde nel sottosuolo.